Noi crediamo che la scuola della Repubblica – in tutte le sue forme ed in tutte le sue articolazioni generali e locali – debba essere al servizio dei cittadini e debba ispirarsi ai principi della qualità, della sussidiarietà, della solidarietà e dell'equità.
Noi affermiamo che è venuto il tempo in cui i poteri pubblici riconsiderino il proprio rapporto con l'istruzione, assumendo finalmente ruolo e funzioni di servizio e di supporto alle necessità di ciascuno e rinunciando ad imporre modelli pedagogici e formativi artificiosamente uniformi e predefiniti.
Noi riteniamo che la scuola dei cittadini può solo essere la scuola dell'autonomia, in sintonia con il territorio, l'unica in grado di farsi carico della qualità e dell'eccellenza, come del disagio e della differenza educativa; ed indichiamo come raggiungibile e doveroso l'obiettivo di una formazione che consenta a ciascun individuo il pieno sviluppo delle proprie potenzialità cognitive, umane e professionali.

Noi sappiamo che le scuole autonome richiedono il concorso delle migliori risorse professionali, in ragione della complessità e della differenziazione dell'offerta formativa: e che, di conseguenza, esigono nuove modalità di accesso alla professione docente, costante valutazione delle prestazioni, chiara definizione delle funzioni e dei livelli di impegno e delle responsabilità, giusto riconoscimento del merito e della partecipazione di ciascuno al risultato collettivo.
Noi dichiariamo che questo passaggio esige la definizione della funzione docente come una funzione professionale, connotata dalla progettazione competente e responsabile di servizi di qualità.
Noi constatiamo che la definizione di nuovi ruoli professionali, basati su competenze formate e certificate, è una necessità non prorogabile: ma sappiamo anche che nessuno dei soggetti che oggi detengono il potere di rappresentanza o di decisione è in grado di fare i passi necessari, per mancanza di visione o di coraggio politico o ancora per radicale incapacità di cogliere la portata del cambiamento richiesto e di adeguarvi le proprie strategie.
E' per questo che noi – dirigenti ed alte professionalità della scuola – scendiamo in campo oggi, uniti all'interno di un nuovo soggetto politico e sindacale, in difesa della scuola dei cittadini e per garantirne la qualità e lo sviluppo.
Noi chiediamo a tutti i docenti che condividono questo progetto di unirsi a noi per ottenere un intervento normativo che preveda:

  • nuovi meccanismi di accesso alla professione, collegati alla formazione iniziale ed interconnessi con la funzione centrale che le scuole autonome devono acquisire nel sistema;
  • l'individuazione delle figure di alta professionalità docente;
  • lo sviluppo di una reale carriera all'interno della professione docente;
  • l'istituzione di una separata area contrattuale.

Noi rifiutiamo le accuse scontate e strumentali di voler dividere la categoria, come pure l'opportunismo, mascherato da pragmatismo, di chi considera le nostre analisi come espressione di un'utopia e se ne fa un alibi per non avviare alcun cambiamento.
Noi affermiamo che il vero realismo consiste oggi nel saper guardare al di là delle apparenze e dei luoghi comuni; nello scegliere di volere le condizioni perché gli obiettivi di miglioramento si realizzino; nel rifiutare di trasformare la scuola – e le donne e gli uomini che vi operano – in soggetti inconsapevoli di conservazione sociale.
Dirigenti, docenti, alte professionalità della scuola: il tempo dei rinvii e della delega è finito. Riprendete in mano il vostro futuro: agite ed impegnatevi insieme a noi per una crescita professionale e personale di cui andare, oggi e domani, consapevolmente orgogliosi.

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